Chi siamo

Quello che segue è il primo capitolo del libro "Una Banca un po' Speciale", scritto dal giornalista Franco Locatelli nel 2010 in occasione del centenario della nostra banca.
Chi fosse interessato a ricevere gratuitamente una copia del libro può richiederla a questo indirizzo.

Festeggiare  il primo secolo di vita uscendo dalla più grave crisi finanziaria mondiale degli ultimi ottant’anni più forte di prima è già un mezzo miracolo. Ma nella curiosa storia centenaria della Banca di credito cooperativo di Castagneto Carducci questa non è l’unica sorpresa e forse non è nemmeno la più importante, anche se per il suo futuro è certamente la più rassicurante. 

   Già la nascita, il 20 marzo del 1910, della prima e sola Cassa rurale della costa dell’Alta Maremma non era stato un fatto di ordinaria amministrazione, anche se si collocava a pieno titolo nella fase di grande fermento e sviluppo del credito cooperativo. Chissà se tra i 24 soci fondatori che, nella sede del Circolo cattolico di Castagneto, diedero vita all’allora Cassa rurale di prestiti davanti al notaio Giovan Battista Gremigni, qualcuno immaginava che la banca che raccoglieva le forze emergenti della zona sarebbe vissuta così a lungo. Sicuramente nessuno di loro poteva immaginare che la Cassa che stavano costituendo fosse una sorta di araba fenice, capace di risorgere dalle proprie ceneri dopo la sentenza di morte e di liquidazione pronunciata dall’assemblea sociale del 1954.

   In un secolo di vita, morte e miracoli la Cassa rurale di prestiti, divenuta dal 1993 l’attuale Bcc di Castagneto Carducci, ci ha abituato ai capovolgimenti di fronte più incredibili. Tuttavia, non si capirebbe pienamente la sua storia e soprattutto il suo attuale sviluppo - che ne ha fatto la banca leader tra le piccole banche della provincia di Livorno  - se non si accendessero i riflettori non solo sulla nascita del 1910 e sulla sua resurrezione del 1957 ma sul triplo salto mortale degli anni ottanta. Prima il divorzio dalla Federcasse toscana nel 1984 all’insegna dell’autonomia, dell’imprenditorialità e della trasparenza, poi la fondazione nel 1985 di un moderno network di servizi indipendente come la Cabel e, infine, il passaggio del Rubicone nel 1987 con l’apertura della filiale di Donoratico, la prima fuori dal borgo. Atto, quest’ultimo, che apre la strada all’incalzante espansione territoriale al di là del circondario, fino all’approdo in città  -a Piombino nel 2000 e a Livorno nel 2002  - in un crescendo di nuovi sportelli su nuove piazze che abbracciano la costa dell’intera provincia labronica e lambiscono quella grossetana.

    Nell’era della globalizzazione non sempre “piccolo è bello”. Lo è se cresce. E’ da qui e dal ricambio generazionale del 2008, che chiude un’epoca di successi e ne apre un’altra ancor più promettente, che bisogna partire per spiegare la Banca di oggi, ma con un’avvertenza. In una banca dove si sanno leggere i bilanci ma soprattutto gli occhi dei clienti, è vero che i numeri, gli indici finanziari e le tappe più emblematiche del cammino centenario della Bcc di Castagneto Carducci sono punti di riferimento essenziali, ma non se ne coglierebbe la vera natura e la reale identità senza mettere in primo piano i suoi valori fondanti. Il paradigma competitivo di questa banca non è uguale a quello di tutte le altre, ma è fatto di efficienza e di imprenditorialità, di trasparenza e di solidarietà e soprattutto di qualità umane e professionali. Una banca innovativa che ascolta e che fa della centralità della persona la leva per rappresentare la faccia diversa ma moderna del credito e per divenire  – con una saggia e prudente gestione ma anche con giusto orgoglio della propria indipendenza – lo specchio e il motore dello sviluppo di un territorio che cambia e che cresce con la sua banca di riferimento. Dopo i suoi primi cento anni, questa è la carta d’identità della Bcc di Castagneto Carducci.

 

 

(continua)